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Lettera dell’amante alla moglie.

Gentile signora, moglie del mio amante, la ringrazio per le parole e per il tempo a me dedicatomi. Non era necessario, mi basta quello che suo marito dedica a me. Forse se avesse speso meglio le sue giornate, coccolando un po’ di più l’uomo in questione, non saremmo qui a scrivere. Deve sapere, cara signora, che gli uomini, come anche le donne, se non sono considerati migrano altrove e la cosa accade con una tale naturalezza da non poter arrestare l’accadimento. Per sua informazione non ho trent’anni come lei crede, ma dieci di più. Tengo molto al mio fisico e forse dimostro qualcosa in meno, lo stesso non si direbbe per lei. A detta di suo marito, anche lei sta collezionando un bel po’ di acciacchi e difetti fisici dovuti all’età. E già, l’età avanza e lei sarà sempre più vecchia di me. Io dei miei anni cerco di cogliere il meglio e la ringrazio per avermi lasciato suo marito che, mi creda, a questo punto della sua vita sa come trattare una donna, peccato che non si tratti di lei. Le vere donne sono quelle come me, che sanno ciò che vogliono e se lo prendono, e quando suo marito non soddisferà più le mie esigenze, allora sono sicura che, rientrando dallo shopping lo accoglierà a braccia aperte, perché le donne come lei non sanno vivere da sole e dipendono sempre da quel marito che amano bistrattare, ma che come cagnolini al guinzaglio scodinzolano con gli occhi dolci per farsi perdonare. Ora mi scusi, vado ad incipriarmi il naso, sta per arrivare suo marito, non vorrà che non mi trovi pronta.

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